Napoli, niente nuovo cuore per il bimbo di due anni: “Condizioni incompatibili”. La madre: “Rassegnata”

Napoli, niente nuovo cuore per il bimbo di due anni: “Condizioni incompatibili”. La madre: “Rassegnata”

Si è spenta dopo ore di attesa la speranza per il bambino di due anni ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli, in Terapia intensiva dal 23 dicembre scorso dopo aver ricevuto un cuore rivelatosi danneggiato. L’Heart Team riunito nella struttura sanitaria ha stabilito che il piccolo non potrà essere sottoposto a un nuovo trapianto.

L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha spiegato che il «confronto collegiale» tra gli specialisti ha consentito «una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile». Alla luce degli ultimi esami e delle condizioni cliniche del bambino, «si è stabilito che le condizioni non sono compatibili con un nuovo trapianto».

Già nelle ore precedenti l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, aveva parlato di «appena il 10% di possibilità di riuscita» qualora si fosse deciso di procedere con un secondo intervento.

Quadro clinico gravissimo

A confermare la gravità della situazione è stato Carlo Pace Napoleone, direttore della Scuola di cardiochirurgia pediatrica e delle cardiopatie congenite dell’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino e membro dell’Heart Team.

«La situazione del bambino era pessima. Purtroppo ne abbiamo dovuto prendere atto. Non potevamo fare diversamente», ha spiegato. Gli ultimi esami hanno evidenziato «una emorragia cerebrale massiva, ulteriormente peggiorata», un elemento che avrebbe messo a rischio il cervello in caso di un nuovo intervento.

Il cardiochirurgo ha parlato di una decisione dolorosa condivisa con i colleghi: «Situazioni come queste sono rare. Abbiamo fatto tutto il possibile per salvare una piccola vita».

Il cuore che era stato individuato per il possibile secondo trapianto non andrà perduto: sarà assegnato a uno dei due bambini compatibili attualmente in lista d’attesa per urgenza.

Il dolore della madre e le visite in ospedale

All’esterno dell’ospedale l’avvocato Petruzzi ha raccontato il dramma della madre: «È rassegnata all’idea che il figlio non ce la farà». La donna ha incontrato anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che – riferisce il legale – «le ha chiesto scusa e assicurato che sarà fatta giustizia».

In reparto si è recato anche l’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia, che ha incontrato la madre e il piccolo, fermandosi circa un’ora in Terapia intensiva. È la seconda visita in pochi giorni: già nei giorni scorsi aveva pregato con la donna.

Indagini sul primo trapianto

Resta aperto il fronte delle indagini sul primo trapianto e sul cuore rivelatosi danneggiato. Gli ispettori del Ministero della Salute sono già al lavoro a Napoli e successivamente si recheranno a Bolzano, nell’ospedale dove è stato effettuato l’espianto e la preparazione dell’organo prima del trasferimento.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha parlato di «un epilogo diverso da quello che tutti noi abbiamo sperato», invitando ad attenersi «alle indicazioni della scienza». Il ministero e il Centro Nazionale Trapianti, ha assicurato, hanno lavorato «con impegno e serietà per assicurare nuove opportunità al bambino».

Ora si attendono gli esiti delle indagini delle procure e delle ispezioni ministeriali per chiarire eventuali responsabilità e ricostruire l’intera vicenda. «È doveroso fare piena chiarezza», ha concluso il ministro.

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