ROMA – Primo giorno di applicazione del decreto legge sul taglio delle accise sui carburanti ed è già partita l’azione di controllo sulla rete dei distributori. L’obiettivo è verificare che i benefici della misura vengano effettivamente trasferiti ai consumatori alla pompa.
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, su indicazione dei ministri Adolfo Urso (Mimit) e Giancarlo Giorgetti (Mef), ha trasmesso alla Guardia di Finanza una lista di impianti che non hanno ancora adeguato i prezzi, segnalando le anomalie più rilevanti.
Dopo la riunione della Cabina di regia della Commissione di allerta rapida, sono stati individuati specifici indicatori di irregolarità, mettendo in relazione i prezzi alla pompa con l’andamento delle materie prime e dei prodotti raffinati sui mercati internazionali.
I controlli della Guardia di Finanza interesseranno la rete stradale, autostradale e l’intera filiera. Gli esiti saranno trasmessi anche all’Antitrust per eventuali sanzioni e, nei casi più gravi, all’autorità giudiziaria.
Intervenendo a un convegno di Confartigianato, il ministro Urso ha definito il decreto «un provvedimento importante e significativo», sottolineando come si tratti del primo intervento in Europa per fronteggiare l’aumento dei prezzi legato alle tensioni in Medioriente e nel Golfo Persico.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha parlato di una misura emergenziale, frutto di «giorni e notti di lavoro», che mette «centinaia di milioni di euro» per sostenere lavoratori e imprese nelle prossime settimane.
Positiva, ma con riserve, la reazione delle associazioni dei consumatori e del settore trasporti. Anita, Assotir e Unatras hanno accolto favorevolmente il decreto, chiedendo però interventi più incisivi. Anche Faib e Fegica lo definiscono utile nell’immediato, ma insufficiente senza misure strutturali.
Federconsumatori parla di «passo avanti», ma sottolinea che non basta a calmierare i prezzi nel lungo periodo. Più critica la posizione della Cgil, secondo cui il provvedimento, della durata di appena venti giorni, non riporterà i prezzi ai livelli precedenti e rischia di pesare sulle finanze pubbliche senza incidere sugli extra-profitti delle compagnie energetiche.
Il dibattito resta aperto, mentre i controlli proseguono su tutto il territorio nazionale per garantire trasparenza e tutela dei consumatori.

