Addio a Bossi a Pontida: applausi, cori per la Padania e tensioni con Salvini

Addio a Bossi a Pontida: applausi, cori per la Padania e tensioni con Salvini

PONTIDA (BERGAMO) – Una cerimonia carica di emozione, ma anche di tensioni e richiami identitari. Nell’abbazia di Pontida si sono svolti i funerali del fondatore della Lega, Umberto Bossi, tra cori storici, bandiere del Sole delle Alpi e l’ultimo saluto del suo popolo.

Sul feretro, una corona di fiori bianchi e la bandiera simbolo della Lega. Intorno, un clima che ha riportato indietro nel tempo, tra slogan come «Padania libera» e «Secessione» e il verde dominante delle bandiere e dei foulard.

La presenza delle istituzioni

Alla cerimonia hanno partecipato i vertici delle istituzioni: la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, oltre ai presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana.

Presenti anche governatori, parlamentari e personalità del mondo politico e imprenditoriale.

Contestazioni a Salvini

Non sono mancati momenti di tensione. Il leader della Lega Matteo Salvini, arrivato in camicia verde, è stato contestato da alcuni militanti: «Molla la camicia verde, vergogna» e «traditore» sono alcune delle urla provenienti dalla folla.

Le contestazioni sono proseguite anche all’uscita del feretro e sul pratone di Pontida, simbolo storico del raduno leghista.

Cori identitari e clima da raduno

Durante la cerimonia e all’esterno dell’abbazia, si sono levati cori come «Roma ladrona, la Lega non perdona» e «Padania libera».

Applausi invece per la premier Meloni, per il governatore veneto Luca Zaia e per il presidente della Lombardia Attilio Fontana, mentre l’ex premier Mario Monti è stato accolto da fischi.

La cerimonia religiosa

Le esequie sono state celebrate dall’abate Giordano Rota. Durante la funzione, il ministro Giorgetti ha letto la prima lettura, mentre per la seconda è intervenuto Renzo Bossi, insieme ai fratelli.

«Con la fede vogliamo vivere questo momento di distacco dal nostro fratello Umberto», ha detto l’abate nell’omelia.

L’ultimo saluto tra musica e memoria

All’uscita del feretro, tra applausi e momenti di silenzio, hanno risuonato le cornamuse e i cori degli Alpini della Val Masino che hanno intonato il “Va, pensiero”.

Il corteo funebre ha attraversato il pratone di Pontida tra bandiere e striscioni, sotto la scritta simbolo «Padroni a casa nostra».

Il messaggio di Salvini

«Oggi non si dichiara nulla, oggi è la presenza», ha dichiarato Salvini, affidando poi ai social il suo ricordo del Senatur: «Con te tutto è iniziato, mai mülà».

Una giornata che ha unito commozione e divisioni, nel segno di una figura che ha segnato profondamente la storia politica italiana degli ultimi decenni.

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