CEFALÙ (PALERMO) – Svolta nell’inchiesta sulla comunità isolata scoperta nei boschi di Gibilmanna. La Procura di Termini Imerese ha disposto l’arresto del presunto leader spirituale Mark Ravikiran Koppikar, 59 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia e concorso in maltrattamenti di minori.
Il gip del Tribunale ha convalidato il fermo, ritenendo concreto il rischio di fuga, mentre l’uomo – conosciuto tra i suoi seguaci con il nome di “Shanti” – si trovava in una villa dove si era rifugiato.
La scoperta dei bambini nel casolare
L’indagine ha preso avvio dopo il ritrovamento, nei giorni scorsi, di due bambini di 7 e 11 anni che vivevano in condizioni estremamente precarie all’interno di un casolare abbandonato, immerso nei boschi a pochi chilometri da Cefalù.
I minori:
- non frequentavano la scuola,
- vivevano senza elettricità e servizi essenziali,
- erano inseriti in un contesto isolato dal resto della società.
I due sono stati successivamente affidati ai nonni materni di uno dei bambini, unica componente italiana del gruppo composto prevalentemente da cittadini tedeschi e inglesi.
Due realtà opposte: il lusso del leader e la precarietà della comunità
Secondo quanto emerso dalle indagini, mentre la comunità viveva nel casolare in condizioni di totale isolamento – senza luce, telefoni o contatti con l’esterno – il presunto santone, durante i suoi soggiorni in Sicilia, prendeva in affitto ville dotate di ogni comfort.
Un contrasto netto che ha rafforzato il quadro accusatorio nei confronti dell’uomo.
Le indagini e il rischio fuga
Koppikar era già stato ascoltato nelle scorse settimane come persona informata sui fatti.
Gli investigatori ritengono che stesse organizzando la fuga dalla Sicilia, anche alla luce dei provvedimenti avviati dalla Procura per i minorenni.
Da qui la decisione di procedere con il fermo, poi convalidato dal gip.
Un caso complesso
L’inchiesta resta aperta e punta a chiarire:
- il ruolo effettivo del santone nella gestione della comunità,
- le condizioni di vita degli altri membri,
- eventuali ulteriori responsabilità.
Al centro resta la tutela dei minori, trovati in un contesto ritenuto incompatibile con condizioni di crescita adeguate.
