Si è già concluso in modo turbolento, prima ancora di iniziare, il rapporto di collaborazione tra il Teatro la Fenice di Venezia e il maestro Beatrice Venezi.
La direttrice d’orchestra toscana, la cui nomina era stata al centro di polemiche nei mesi scorsi per essere ritenuta vicina all’attuale Governo e in particolare a Fratelli d’Italia, doveva entrare in carica il prossimo 1° ottobre. Nel pomeriggio, invece, la Fondazione Teatro La Fenice – per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi – ha comunicato «di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi».
Secondo quanto si apprende, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è legata a un’intervista rilasciata da Venezi al quotidiano argentino La Nación, in cui affermava che i posti nell’orchestra veneziana si tramanderebbero «di padre in figlio».
In una nota ufficiale, la Fondazione ha spiegato che «la decisione è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’Orchestra».
Il Teatro ha quindi ribadito «il proprio impegno nella promozione di un ambiente professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione costruttiva e sull’eccellenza artistica».
A stretto giro è arrivata una nota del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha preso atto «della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza» e ha confermato «al Sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia. Con l’auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d’ogni ordine e grado; nell’interesse del Teatro e della città di Venezia».
Già nella giornata di sabato, la RSU del Gran Teatro La Fenice aveva preso duramente posizione nei confronti di Venezi, definendo le sue affermazioni «gravi, false e offensive, che ledono la professionalità, il merito e la dignità delle Professoresse e dei Professori d’orchestra della Fenice, professionisti di altissimo livello selezionati esclusivamente attraverso concorsi pubblici internazionali basati sul talento e sul rigore procedurale». Secondo i sindacati, «offendere i lavoratori e il pubblico del Teatro non è solo un atto di scortesia istituzionale, ma un attacco diretto all’identità stessa della nostra Fondazione. Riteniamo che simili dichiarazioni siano incompatibili con le condizioni necessarie per costruire un rapporto di fiducia e una collaborazione artistica proficua».
