Cuffaro chiede di patteggiare 3 anni per il concorso truccato: lavori pubblici al posto del carcere

Cuffaro chiede di patteggiare 3 anni per il concorso truccato: lavori pubblici al posto del carcere

PALERMO – “Quel concorso sulla stabilizzazione… hai cambiato… a chi ci hai messo qualcuno fidato?”. È una delle intercettazioni finite agli atti della maxi inchiesta su presunte nomine e appalti pilotati nella sanità siciliana che vede coinvolto l’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro.

Secondo la Procura, il riferimento sarebbe stato a un concorso per la stabilizzazione di 15 operatori socio-sanitari bandito dall’ospedale Villa Sofia-Cervello. Dall’altra parte della conversazione ci sarebbe stato il manager dell’azienda ospedaliera Roberto Colletti. “Tu mi hai detto… Dilena”, avrebbe risposto il dirigente, facendo riferimento – secondo gli investigatori – a un commissario che avrebbe consentito di pilotare l’esame.

La vicenda è costata a entrambi l’accusa di corruzione. A novembre scorso, nei confronti di Cuffaro e Colletti erano stati disposti gli arresti domiciliari nell’ambito di una più ampia indagine su presunti illeciti nella gestione della sanità regionale.

Adesso l’ex governatore ha chiesto di patteggiare una pena di tre anni per l’accusa relativa al concorso truccato e per un’ulteriore contestazione di traffico di influenze legata a una gara dell’ASP di Siracusa. La richiesta sarebbe stata avanzata con il consenso della Procura.

Cinque mesi di pena sono già stati scontati durante la custodia cautelare. Se il giudice dovesse accogliere il patteggiamento nell’udienza fissata per venerdì prossimo, a Cuffaro resterebbero da espiare due anni e sei mesi. Nell’accordo con i magistrati sarebbe prevista la sostituzione del carcere con lavori di pubblica utilità.

L’ex leader della Dc dovrà inoltre risarcire il danno all’immagine con 7.500 euro ciascuno all’ospedale Villa Sofia-Cervello e all’ASP di Siracusa.

Nella stessa udienza il gip dovrà pronunciarsi anche sulle posizioni degli altri otto indagati coinvolti nell’inchiesta. Tra questi figurano Roberto Colletti, Antonio Iacono – primario del Trauma Center dell’ospedale palermitano – e Vito Raso, storico segretario di Cuffaro, tutti coinvolti nella vicenda del concorso.

Per il filone relativo agli appalti dell’ASP di Siracusa risultano invece indagati Mauro Marchese e Marco Dammone della Dussman srl, Roberto Spotti, il faccendiere Ferdinando Aiello – che ha chiesto il rito abbreviato – e l’imprenditore Sergio Mazzola, titolare della Euroservice.

In una fase iniziale dell’inchiesta erano stati coinvolti anche il deputato di Noi Moderati Saverio Romano e il manager dell’Asp di Siracusa Alessandro Caltagirone. Per entrambi il gip aveva però rigettato la richiesta di misura cautelare. Le loro posizioni restano comunque al vaglio della Procura.

Potrebbe invece avviarsi verso l’archiviazione un terzo filone investigativo relativo a una presunta tangente che, secondo le prime ipotesi accusatorie, sarebbe stata destinata al direttore generale del Consorzio di bonifica occidentale della Regione Siciliana Giovanni Tomasino. In questa vicenda sarebbero stati coinvolti anche il deputato regionale Carmelo Pace e l’imprenditore Alessandro Vetro. Sulla ricostruzione dei pm, tuttavia, il gip e il Tribunale del Riesame avrebbero espresso forti riserve.

Calenda: “La Regione Siciliana va commissariata”

Durissimo il commento del leader di Azione Carlo Calenda.

“Il problema della Sicilia e di chi siede all’Assemblea regionale siciliana non è più giudiziario ma politico. La Regione va commissariata, in particolare su acqua, sanità e rifiuti, e lo si potrebbe fare immediatamente. Cuffaro è solo l’espressione più conosciuta di una degenerazione morale e amministrativa che è diventata norma”, ha dichiarato Calenda.

Riguardo l'autore Redazione

1 Comment

  1. Sicilia allo sbando grazie a questi politici. Nessuno che manifesta sotto il balconi dei partiti rossi, neri, verdi e gialli. Tutti i siciliani sono complici

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.