Nel corso del XIX Vertice Cotec Europa, ospitato a Venezia sull’Isola di San Giorgio Maggiore con i capi di Stato di Spagna e Portogallo e la presidente della Bce Christine Lagarde, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un nuovo e netto allarme sul tema dell’intelligenza artificiale, invocando una “risposta europea” concreta e tempestiva.
Secondo Mattarella, l’IA non è una semplice evoluzione tecnologica come le precedenti: non si limita a velocizzare attività manuali, ma incide direttamente su funzioni cognitive elevate, sollevando interrogativi profondi su valori, obiettivi e programmazione. Da qui i rischi: perdita di posti di lavoro, aumento delle disuguaglianze tra Stati e cittadini e, soprattutto, la concentrazione del controllo delle nuove tecnologie in mani di pochissimi soggetti privati, “tanto potenti da pretendere di travolgere ogni regola”, con il pericolo di un nuovo disordine internazionale.
Il Capo dello Stato ha quindi esortato l’Unione Europea a passare “dalla enunciazione di principi alle decisioni concrete”, abbandonando timidezze e riserve nazionali. Ha ricordato che nessun Paese può affrontare questa sfida da solo e ha citato l’enciclica di papa Leone XIV per sottolineare che l’obiettivo deve rimanere la tutela della dignità delle persone e la moltiplicazione della libertà e consapevolezza dei cittadini.
La dichiarazione firmata con Spagna e Portogallo, ha concluso, vuole essere un contributo a una strategia comune, per rinnovare il legame tra innovazione, lavoro e democrazia, “come dobbiamo alle giovani generazioni”.
