Caporalato e lavoratori migranti, a Paternò nasce il tavolo per il “Modello Nardò”: sopralluogo al campo di Ciappe Bianche

Caporalato e lavoratori migranti, a Paternò nasce il tavolo per il "Modello Nardò": sopralluogo al campo di Ciappe Bianche

Regione, Prefettura, Comune, forze dell’ordine e Terzo settore avviano un percorso condiviso per contrastare lo sfruttamento dei braccianti. Tra le priorità la riqualificazione del campo di Ciappe Bianche e nuove soluzioni abitative.

PATERNÒ – Un’azione condivisa per contrastare il caporalato e garantire condizioni di vita dignitose ai lavoratori migranti impiegati nelle campagne della Piana di Catania. È questo l’obiettivo del tavolo tecnico riunitosi ieri nella sede comunale di piazza della Regione, dove istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanti del Terzo settore hanno avviato il percorso per applicare a Paternò il cosiddetto “Modello Nardò”, già sperimentato in altre realtà del Mezzogiorno.

L’iniziativa punta a costruire un sistema stabile di accoglienza e assistenza, offrendo ai braccianti stranieri tutele sul piano abitativo, sanitario e legale.

Le istituzioni presenti al tavolo

Alla riunione hanno partecipato la Commissione straordinaria che amministra il Comune di Paternò, il dirigente del commissario di Adrano Vincenzo Sangiorgio, il comandante della Compagnia Carabinieri di Paternò, capitano Marco Savo, il capo di gabinetto della Prefettura di Catania Laura Pergolizzi, affiancata dal vice Fabio Magnano, oltre ai Vigili del Fuoco.

Successivamente, nell’aula consiliare di Palazzo Alessi, si sono uniti anche Giuseppe Bucolo dell’associazione Penelope, don Salvatore Mazzamuto della Caritas e Salvo Pappalardo per l’ANPAS, rafforzando il coinvolgimento del mondo del volontariato.

Due linee d’azione

La strategia delineata si sviluppa su due fronti.

Riqualificazione del campo di Ciappe Bianche

L’intervento più immediato riguarda il recupero dell’area di Ciappe Bianche, dove attualmente vivono numerosi lavoratori stagionali. Il progetto prevede la riqualificazione del sito attraverso la realizzazione dei servizi essenziali e l’installazione di strutture abitative temporanee, probabilmente tende, per garantire condizioni di accoglienza dignitose.

Una soluzione abitativa stabile

Parallelamente si lavorerà a una risposta strutturale, individuando immobili o terreni comunali da destinare a progetti di housing sociale rivolti ai lavoratori migranti impiegati nell’agricoltura e nei cantieri della Piana di Catania.

Il sopralluogo a Sferro

Nel corso della giornata i partecipanti si sono recati nella frazione di Sferro per un sopralluogo nell’area del cantiere della Webuild, società impegnata nei lavori ferroviari.

L’azienda avrebbe manifestato la disponibilità a mettere a disposizione i moduli abitativi utilizzati dai propri operai, una soluzione che potrebbe consentire di offrire rapidamente un alloggio più sicuro e dignitoso ai braccianti.

Un percorso condiviso contro lo sfruttamento

La riunione ha sancito l’avvio operativo del progetto, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e organizzazioni del Terzo settore.

«L’obiettivo – si legge nella nota congiunta – è costruire risposte strutturali, non tamponare l’emergenza. Solo con la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e realtà del volontariato si potrà contrastare efficacemente lo sfruttamento e garantire tutele vere ai lavoratori migranti».

Il tavolo tecnico tornerà a riunirsi nelle prossime settimane per verificare lo stato di avanzamento delle iniziative e avviare le prime procedure operative.

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