PALERMO – Riccardo Gallo Afflitto ha rassegnato le dimissioni da deputato dell’Assemblea regionale siciliana. L’esponente politico, vicino a Forza Italia, si trova agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Corte dei Miracoli”, coordinata dalla Procura di Caltanissetta sulla gestione del Cefpas.
La misura cautelare è stata disposta il 16 luglio dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta. A Gallo Afflitto viene contestato il reato di corruzione, nell’ambito di un presunto sistema di favori, incarichi, consulenze e affidamenti che avrebbe interessato il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario.
Le accuse sono ancora sottoposte al vaglio giudiziario. Nel corso dell’interrogatorio preventivo, il parlamentare, assistito dagli avvocati Luigi Troja e Lillo Fiorello, ha respinto gli addebiti e chiesto il rigetto della richiesta cautelare avanzata dalla Procura.
Le dimissioni prima dell’eventuale sospensione
Gallo Afflitto ha lasciato il seggio senza attendere l’eventuale sospensione dalla carica conseguente all’applicazione della misura cautelare.
Il deputato era stato eletto alle regionali del 2022 nel collegio di Agrigento attraverso la lista “In Sicilia – Renato Schifani Presidente” e aveva successivamente aderito a Forza Italia, ricoprendo anche l’incarico di vicecoordinatore regionale del partito.
Le dimissioni aprono adesso la procedura per l’attribuzione del seggio rimasto vacante. Il nome indicato come possibile subentrante è quello di Luigi Salvaggio, primo dei non eletti nel collegio agrigentino con 7.340 preferenze.
Il subentro, tuttavia, non può essere considerato ancora definitivo: dalla presidenza dell’Ars è stata segnalata la necessità di effettuare un approfondimento tecnico sulla modalità con cui Gallo Afflitto era stato eletto e sulla conseguente assegnazione del seggio.
L’inchiesta “Corte dei Miracoli”
L’indagine della Procura di Caltanissetta ipotizza l’esistenza di un sistema attraverso il quale la gestione del Cefpas sarebbe stata condizionata per favorire assunzioni, incarichi, consulenze e affidamenti destinati a persone vicine a esponenti politici.
Secondo l’impostazione accusatoria, Gallo Afflitto avrebbe sfruttato il proprio ruolo per influenzare la gestione del centro di formazione e sostenere la permanenza di Roberto Sanfilippo alla direzione dell’ente.
Tra gli episodi contestati figurano l’assegnazione di incarichi a persone ritenute vicine al deputato, alcuni rapporti professionali attribuiti alla moglie e presunte irregolarità nella procedura per la realizzazione di una biblioteca virtuale.
Nell’inchiesta sono coinvolti anche dirigenti e funzionari del Cefpas e dell’Asp di Agrigento. Nei confronti dell’ex direttore generale dell’Azienda sanitaria agrigentina Giuseppe Capodieci è stata disposta la sospensione dai pubblici uffici per sei mesi.
Le valutazioni del giudice
Nell’ordinanza cautelare il gip richiama il peso politico e la rete di relazioni attribuiti a Gallo Afflitto, ritenuti rilevanti ai fini della valutazione delle esigenze cautelari.
«Anche in considerazione del prestigio e del peso politico di cui gode, ha fino a epoca recente rivestito l’incarico di vicecoordinatore regionale di Forza Italia e ha dimostrato di poter esercitare influenze illecite sull’intero territorio regionale».
Nel provvedimento viene inoltre descritta Agrigento come il centro dell’area politica di riferimento del deputato e Gallo Afflitto come un interlocutore in grado, secondo la ricostruzione del giudice, di mantenere rapporti anche con esponenti appartenenti ad altre aree politiche.
Il gip ha ritenuto non adeguata una misura meno restrittiva, sostenendo la necessità di interrompere la capacità dell’indagato di incidere sulla gestione dell’ente. Nell’ordinanza viene richiamata anche un’intercettazione dalla quale emergerebbe quella che il giudice definisce una gestione «padronale» del Cefpas.
Accuse ancora da accertare
Le valutazioni contenute nell’ordinanza cautelare non costituiscono una sentenza di condanna. Il quadro accusatorio dovrà essere verificato nel contraddittorio tra le parti e nelle successive fasi del procedimento.
Resta pertanto ferma la presunzione di innocenza di Gallo Afflitto e degli altri indagati fino a un’eventuale sentenza definitiva.
