Elezioni Adrano: i candidati e la briscola in cinque

Candidati fermi al palo, coalizioni che stentano a nascere, nessuno si fida di nessuno. Prima o poi dovrà sciogliersi il ghiacciaio dell’indifferenza che sembra aver immobilizzato la politica adranita. Tutto tace ad una settimana dal voto nazionale che a detta di tutti avrebbe dato il via agli accordi tra partiti e movimenti per l’ormai imminente corsa alle amministrative.
Imprigionati da un egotismo inguaribile che è la cifra di tutti coloro che ad Adrano si cimentano nell’arte della politica, non c’è traccia ufficiale al momento di accordi allargati che rientrano nella logica di ogni buona coalizione: molte anime, un solo obiettivo (quello cioè di governare). Allevati “nei peggiori bar di Caracas”, i politici adraniti sembrano dare ossequio all’unica regola ferrea che conoscono a memoria: “chiamarsela da soli”. Regola mutuata dalla briscola in cinque dove per poter osare tanto (se te la chiami da solo significa che hai quasi tutte le briscole in mano) vuol dire che un motivo ci sarà.
A guardare bene gli “attori” in campo, invece, tanta sicumera non sembra per nulla motivata. Nicola Monteleone, candidato per Fratelli d’Italia, dopo la fuga in avanti non ha chiuso un accordo di coalizione. Fabio Mancuso, metabolizzata la delusione della mancata elezione al Parlamento nazionale, per l’ennesima volta medita se mandare in scena lo ‘spettacolo’ che più di ogni altra cosa adora, un “one man show”. Ieri, hanno notato in molti, perfino le insegne del suo movimento “Muovi Adrano” sono state rimosse dalla sede di via Spampinato e via Catania. Cosa vuol dire?
I giovani di Symmachia e i coetanei vicini a Luca Sammartino studiano i piani per un loro ingresso da protagonisti nella scena politica. Nessuno di loro ha ancora stretto intese con altri partiti. Angelo D’Agate, il “quasi-candidato” del movimento Città Nostra, ha promosso alcuni incontri per approfondire temi importanti che riguardano la città. Un buon lavoro, sia chiaro. Ma prima dei programmi e delle riforme possibili, è lecito chiedersi: con chi D’Agate e il suo gruppo si alleeranno alle prossime comunali?
Chiusa e silenziosa, nel bunker dell’inconsistenza dove si è rifugiata, la maggioranza che fa riferimento al sindaco uscente si accoda al resto della ‘comitiva’ che tra qualche mese dovrà fare scelte decisive per la città.
La logica coalizionale, giunti a questo punto della partita, viene nei fatti respinta o allontanata da tutti gli attori in scena. Impossibile pensare che questa “singletudine” politica resista fino alla fine.
E’ impensabile non ci siano accordi tra partiti e movimenti nelle prossime settimane. Solo che le intese “last minute” – ce lo insegna il recente passato – portano in sé il germe della diffidenza reciproca. Gli accordi valgono quando prendono le mosse da logiche di ragionamento ponderate e non da scadenze immediate (come le elezioni comunali alle porte).
 
Ad Adrano, però, tutto questo non vale. Gli accordi si fanno perché non si può fare a meno, guardarsi intorno sembra essere diventato il tic morboso di chi ambisce a far politica. Osservare gli altri per valutare il proprio peso politico. Perché metti che siamo un po’ più forti degli altri, possiamo sempre chiamarcela da soli.

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