Amarcord della “festa dei mortuzzi”: bici e piste Polistil dal Gran Bazar dei defunti

Quelli della mia generazione hanno vissuto – prima che il mondo diventasse ‘social’ momenti unici, bellissimi.

La macchina tempo mi riporta al 28 ottobre del 1979: anni di cose genuine, tradizioni e boom economico. Le radio ‘libere’ erano i veri social del periodo e i conduttori – quelli che venivano chiamati “deejay” i primi grandi ‘influencer’.

Ho un ricordo nitido di quel giorno, i miei genitori mi avevano chiesto di esprimere dei desideri. All’invito, due cose sono scattate nella mia testolina: la pista Polistil e la bici. Non c’erano dubbi: erano le cose che più desideravo, assieme al calcio balilla a dire il vero. Ma Natale era ancora lontano.

Mia sorella maggiore, strappò un foglio di quadernone e cominciò a scrivere. Scrivere a chi?

Ho chiesto – con tutta la curiosità di un bambino pestifero – come facevamo a scrivere a Babbo Natale?

Mio padre mi disse che avremmo spedito la letterina ad un parente defunto, lo stesso mi avrebbe fatto dono dei regali. Qualcosa non mi tornava. Un parente defunto? Ero imparentato con qualche antenato di Babbo Natale? Cercavo di capire.

“MNa se i nonni sono vivi – avevo risposto – a chi spediamo la letterina?

“Allo zio Pippo” mi venne prontamente risposto, ma io non sapevo chi fosse. Non sapevo di avere avuto uno zio (fratello di mamma, morto a 8 anni), ma la possibilità “grazie” a lui di scrivere ad un morto per ricevere i doni mi era piaciuta parecchio. Viva lo zio Pippo.

Ma qualche dubbio mi tormentava. Dove e come avremmo incontrato zio. Sarebbe entrato dalla finestra della cucina e avrebbe lasciato i regali per me, fu la spiegazione.

Però, dovevo andare a letto presto. Avremmo lasciato la finestra della cucina aperta e tutto rigorosamente al buio perché non era consentito nessuno contatto con il parente defunto.

Il giorno fatidico la luce del sole illuminò la cucina, a casa dormivano tutti ed io ero in trepida attesa di ricevere i regali. Senza chiamare nessuno, con passo felino raggiunsi la cucina di casa: la prima cosa che ho notato la finestra chiusa e dopo aver passato al setaccio la cucina non c’era nessun regalo. Che delusione!

Cominciai a chiamare papà mentre mi accingevo a raggiungere la stanza da letto dei miei. Mio padre rispose e chiese cos’era successo. “Bravo ti sei dimenticato la finestra chiusa e lo zio non mi ha potuto lasciare i regali” lo redarguii.

Mi padre, ancora mezzo addormentato, mi diede la sua risposta: lo zio aveva chiuso la finestra della cucina per non fare entrare freddo e farmi ammalare. Mi lasciava i suoi saluti e, cosa importantissima, i regali nascosti negli angoli della casa.

Cominciava la caccia al tesoro. Nel soggiorno di casa trovo la pista Polistil…ooooooooohhhhhhhhhh: Nel salotto… la bici…oooooooooooooooohhhhh. Feci un urlo di gioia e svegliai tutto il resto della famiglia.

La magia durò qualche anno. Mio fratello maggiore, un giorno, mi confidò che lo zio Pippo era morto e i morti non possono tornare in vita. Aggiunse che i regali li comprava papà. Per concludere mi fece passare nel ripostiglio di casa dove c’era nascosto il calcio balilla richiesto tramite letterina. Per me fu come scoprire lo scrigno d’oro dell’isola del tesoro.

La prima cosa che ho detto il giorno dopo a mio padre è stato il segreto violato, la nuova verità raccontata da mio fratello.

“E’ vero – rispose mio padre – sei diventato grande, non riceverai più i regali”. Volevo uccidere mio fratello perché la sua rivelazione aveva messo fine alla stagione dei regali.

Quanta nostalgia in questi ricordi. Halloween sarà bello per qualcuno. Ma volete mettere la festa dei ‘mortuzzi’? I giocattoli e la varietà di dolciumi: rame di Napoli ramuzzi (biscotto duro aromatizzato con la cannella) e l’ossa dei morti.

Non è mai superfluo invocare il ritorno alle nostre tradizioni, come la ricorrenza dei “mortuzzi”, molto sentita dai bambini diventati adulti.

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Riguardo l'autore Enzo Sangrigoli

Conduttore radiofonico dal 1987, anno della rivoluzione della musica house nel mondo delle radio. Editore di Radio Flash e Flash TV e cofondatore del Corriere Etneo. Adora la tecnologia, studia costantemente marketing e vive di musica: ‘The dark side of the moon’ dei Pink Floyd è il suo disco preferito. Ha un debole per la cucina e sa creare piatti in perfetto stile ‘ratatouille’

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