Paternò, Rau e il ‘trappolone’ del passo indietro: “Con i consiglieri di Alleanza restiamo nell’Alternativa. Mai l’appoggio a Naso”

“Abbiamo una certezza: mai appoggeremo Nino Naso come candidato sindaco”.

“Abbiamo una certezza: mai appoggeremo Nino Naso come candidato sindaco”.

Vito Rau, l’ex assessore ribelle, dice la sua sul ‘dopo mozione’. Ha riflettuto a lungo sull’appello lanciato dai meloniani di Paternò – a 24 ore dal voto della mozione – ai ‘suoi’ consiglieri di Alleanza per Paternò. Alla luce di ciò che è avvenuto poi in Consiglio, s’è fatto l’idea si sia trattato di un ‘bluff’.

In questa intervista al Corriere Etneo l’anti-Naso Vito Rau si sofferma sul futuro dell’associazione che lo ha appena eletto leader e parla del progetto politico alternativo al quale hanno aderito associazioni e movimenti cittadini.

Rau, era un trappolone oppure era autentico quel ramoscello d’ulivo offerto dagli esponenti di Fratelli d’Italia, Calenduccia, Mannino e Natoli, in cambio del passo indietro dei consiglieri sulla mozione di sfiducia?

I consiglieri comunali di Alleanza per Paternò – che io mi onoro di rappresentare, ora che l’abbiamo strutturato in associazione – hanno portato avanti le proprie istanze che sono quelle della città. Non abbiamo fatto nulla contro il partito. Ricordo che nel gennaio di quest’anno i consiglieri hanno chiesto di dimettermi da assessore. Ho condiviso la scelta e insieme siamo andati all’opposizione. Di fatto c’era anche un altro consigliere – Faranda – che poi, strada facendo, si è perso. Se con quell’appello abbiano inteso tenderci una trappola non so dire. Noi abbiamo agito in buona fede.

Ci sono state forti pressioni nei suoi confronti e nei confronti dei consiglieri per non votare la sfiducia?

Assolutamente no. Abbiamo avuto un contatto nel corso del quale ci è stato chiesto un ripensamento. Ciò che è successo in Consiglio comunale mi porta a dire che se ripensamento poteva esserci, né il sindaco né il vicesindaco si sono dimostrati all’altezza della situazione. Naso ha attaccato in maniera frontale il consigliere Tuccio Paternò. Francamente credo si debba sciacquare la bocca quando parla di lui. Gli ha detto ‘come si permette di votare la fiducia’, come se fosse alle sue dipendenze. Naso ha attaccato in malo modo anche la consigliera Marzola. Nè, tanto meno, il vice sindaco si può permettere di attaccare il consigliere Sciacca.

Devo aggiungere che in Consiglio non abbiamo potuto verificare l’esistenza di Fratelli d’Italia. La consigliera Lauria ha detto, infatti, che loro sono e rimangono di ‘Paternò On’. Allora, mi viene da dire, quel ‘vogliamoci bene’ lanciato ai consiglieri era un bluff, perché altrimenti non avrebbero attaccato in quel modo i consiglieri.

I consiglieri che non hanno aderito alla proposta, votando sì alla mozione, rischiano adesso l’espulsione da Fratelli d’Italia, e lei assieme a loro?

Non ho idea di cosa farà il partito nei nostri confronti. Noi siamo rimasti coerenti e corretti nei confronti della nostra città. Dopo avere iniziato un percorso alternativo all’attuale maggioranza, non ci sembrava opportuno fare un passo indietro. Poi, non credo proprio siamo andati contro il partito se è vero – come è vero – che i consiglieri di Paternò On non sono di Fratelli d’Italia, che non lo sono nemmeno i nostri e che il Pd non può governare con Fratelli d’Italia. A chi lo abbiamo fatto questo torto, allora?

E’ chiaro che, dopo quello che è successo, non può più esserci alcun dialogo con Naso. Ai nostri consiglieri il sindaco ha letto il punto 8 del codice etico. Bene ha fatto Sciacca a ricordargli che nel codice c’è anche il punto 6 secondo il quale chi ha avuto problemi con la legge si deve dimettere. Il sindaco può verificare se c’è qualcuno che nella sua maggioranza ha avuto problemi con la legge (è chiaro il riferimento al presidente del Consiglio comunale Sambataro, coinvolto nell’indagine sui ‘falsi invalidi’ ndr.)

Nella richiesta si dava conto della presenza inequivocabile di Fratelli d’Italia nella giunta Naso. Uno ‘svelamento’ che marchia dal punto di vista politico la coalizione: una maggioranza di centrodestra-sinistra.

Questa cosa, però, in Consiglio è stata smentita. La Lauria, come ho già detto, ha affermato che loro sono e rimangono di Paternò On. Noi riteniamo che non ci siano assessori di Fratelli d’Italia dentro la giunta: sarebbe gravissimo se ci fossero perché la coesistenza con assessori del Pd manda a farsi benedire la linea della Meloni. E’ un problema loro se con quella lettera hanno certificato la presenza di Fratelli d’Italia nella giunta Naso.

La seduta consiliare dedicata alla mozione – trasmessa in diretta televisiva – si è rivelata uno spettacolo indecente di bassa politica. Maggioranza e opposizione si sono insultati a vicenda. C’è modo di porre fine a questo teatrino indecoroso?

L’unica possibilità che abbiamo è che il sindaco si dimetta e si vada alle elezioni. Altre soluzioni non ne vedo. Quella sera i consiglieri d’opposizione erano sereni ma sono stati provocati. La consigliera Conigliello, solo per fare un esempio, ha portato il vocabolario in aula e ha fatto la maestrina.

La vostra adesione al progetto L’Alternativa resta intatta. Continuate a far parte di quel cartello di associazioni e movimenti?

Sì, ovviamente restiamo in quel progetto.

All’Alternativa, che vede presenti movimenti e partiti di centrodestra guardano con attenzione anche forze del centrosinistra. Può diventare qualcosa di più ampio?

Ogni giorno si ragiona e si allarga. L’obiettivo non è vincere le elezioni ma creare un’alternativa tale che possa far governare chi vince. Siamo aperti a tutte le possibilità. Non abbiamo la velleità di imporre un nome. L’obiettivo è governare, non vincere. Non possiamo ripetere l’errore commesso con Nino Naso: con lui abbiamo vinto ma non stiamo governando. L’Alternativa, quindi, è aperta a tutte le forze politiche che guardano con interesse alla governabilità.

Perché avete deciso di strutturare Alleanza per Paternò in associazione politico-culturale?

Perché tanta gente, ormai, si riconosce nell’azione politica dei consiglieri comunali e, più in generale, nel nostro modo di fare politica. Se mi chiede perché non lo abbiamo fatto dentro Fratelli d’Italia, rispondo che non volevamo mettere troppa carne al fuoco.

Credo che presto Fratelli d’Italia farà chiarezza al proprio interno. La nostra posizione è alternativa a questo sindaco: appoggeremo qualsiasi candidato degno di governare ma non certo il sindaco in carica. E’ chiaro che non appoggeremmo un candidato dei CinqueStelle o del Pd: non è quella la nostra linea politica. Una certezza ce l’abbiamo: come Alleanza per Paternò non voteremo mai Nino Naso come candidato sindaco.

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Riguardo l'autore Nicola Savoca

Giornalista professionista dal 1992, ‘annus horribilis’ per l’Italia e la Sicilia soprattutto. Dirige il Corriere Etneo dal 2017 ma non ha mai usato la bacchetta. Le sue grandi passioni sono lo scrittore John Fante e il regista Giuseppe Tornatore. Radio e televisione sono il suo terreno preferito. La vecchia Telecolor gli è rimasta nel cuore. Catanese di Adrano, ha un debole per la sua città. Su un’isola deserta porterebbe tutti i dischi di Lucio Battisti (la preferita è Anche per te).

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