Teatro, nella culla della follia un duello tra sorelle: al ‘Canovaccio’ di Catania “Che fine ha fatto Baby Jane”

Teatro, nella culla della follia un duello tra sorelle: al ‘Canovaccio’ di Catania "Che fine ha fatto Baby Jane"

Dopo la tournée parigina lo spettacolo “Che fine ha fatto Baby Jane?” è andato in replica al teatro del Canovaccio di Catania il 20 e 21 novembre.

Un thriller psicologico diretto da Sebastiano Mancuso che ne ha curato anche l’adattamento, produzione Absinthe Teatro, tratto dal romanzo di Henry Farrell, con Elmo Ler e Loriana Rosto, Antonella Scornavacca e Francesco Russo.

La vicenda, resa nota al grande pubblico dal film diretto da Robert Aldrich, del 1962 con Bette Davis e Joan Crawford, è quella di un conflitto fra due sorelle che hanno avuto ognuno il proprio momento di fama e gloria grazie alla grande industria del cinema che ha dato la notorietà a Jane, bambina prodigio, amata dal pubblico e sfruttata dai produttori finché non crebbe, l’altra, Blanche divenuta famosa in età adulta ma anch’essa, poi, dimenticata. Due meteore che vivono adesso di ricordi e gelosia reciproca resi angoscia e odio dal momento in cui Blanche ha avuto un terribile incidente d’auto ed è rimasta paralizzata.

Le due vivono da sole in un ambiente claustrofobico, che sulle scene del Canovaccio è stato ricreato in uno spazio circoscritto come “una culla di un’inevitabile follia che costringe i due personaggi alla impossibilità di scappare, animali in trappola che si soggiogano a vicenda”.

Le dinamiche della follia, delle psicosi aggressive e autolesioniste, dell’aggressività manifesta e subdola, nel testo ci sono tutte e in questa messa in scena sono state toccate tutte le corde.
La crescente follia insieme ad un maturo disfacimento di Jane, l’esasperazione e la paura costante in cui vive Blanche, toccano vertici altissimi, come nella scena in cui Jane serve alla sorella terrorizzata prima il loro uccellino e poi addirittura un topo per cena.

Il cast ha saputo rendere abilmente l’inquietudine prima che si fa tensione sempre più forte in un climax da horror.

Disperata e commovente Loriana Rosto nel ruolo di Blanche, vittima solo apparente di una spirale di inganni, violenze e bugie; coinvolgente nella sua mostruosità Elmo Ler nel ruolo di Jane, la baby Jane cresciuta che vive di proiezioni della sua mente che confonde il passato col presente. Una notevole prova d’attore la sua, nel ruolo di questa donna isterica, che detesta la sorella alla quale è legata per un senso di colpa immenso, trauma profondo che ritorna martellante in ogni situazione della loro vita, martellante come il suono del campanello con il quale Blanche la chiama continuamente interrompendo ogni suo tentativo di evasione. Per questo le grida sempre “Non suonare!”

In un crescendo di azioni che preparano il finale tragico, Elmo Ler si trasforma in una maschera, con un rossetto che disegna sul suo volto un ghigno paradossale, come un Joker al femminile, dagli occhi schizzati ed esaltati di follia.

Riguardo l'autore Loredana Pitino

Mater, magistra, mulier. Cresciuta dentro il Teatro Bellini che considerava il suo personale parco giochi. Appassionata di teatro e cinema, un tempo aspirante attrice, affamata di tutto quello che è arte e rappresentazione perché la vita è teatro e possiamo capirla solo con la lente della finzione. Docente maieutica. Malinconica come Pessoa, sognatrice come Fellini, cinica come Flaiano. Sempre in cammino, sempre senza meta. Illuminista, prof-letaria.

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