NISCEMI – L’ipotesi di una “new town”, un nuovo quartiere per i cittadini rimasti senza casa dopo la frana che ha colpito Niscemi, resta sul tavolo ma la decisione finale spetterà alle autorità locali. A chiarirlo è il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, intervistato dal Tgcom24.
«Il Governo su questa posizione si sta muovendo con molta prudenza – ha spiegato –. Il sindaco è il responsabile numero uno della Protezione civile e della pianificazione urbanistica. Vogliamo che siano le autorità locali a decidere se utilizzare le case vuote nel centro abitato, nelle aree più sicure, oppure se progettare e realizzare un nuovo quartiere in una zona distante dalla frana».
Le possibili soluzioni per gli sfollati
Sul futuro abitativo delle famiglie evacuate dalla zona rossa, il ministro ha confermato che il Governo ha già previsto le risorse economiche necessarie. Gli aiuti potranno essere utilizzati per acquistare una casa esistente oppure per costruirne una nuova.
«Abbiamo già previsto la somma necessaria per fornire a chi ha perso la casa il contributo per acquistare un immobile già in vendita o per realizzare una nuova abitazione», ha sottolineato Musumeci. La scelta, però, dovrà essere definita dagli amministratori locali.
L’ipotesi di un nuovo quartiere resta quindi una delle opzioni possibili, ma solo dopo una valutazione tecnica e urbanistica da parte del Comune e degli enti competenti.
Il ruolo del commissario straordinario
Quando le autorità locali avranno definito in modo definitivo la strategia, sarà il commissario straordinario, individuato nel capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, a stabilire modalità e tempi operativi.
La scelta del Governo di affidare l’incarico al vertice della Protezione civile nazionale punta a garantire un coordinamento diretto con tecnici ed esperti della struttura, per accelerare gli interventi e assicurare una gestione unitaria dell’emergenza.
Case non più utilizzabili e cronoprogramma
Musumeci ha inoltre evidenziato come molte abitazioni sul fronte della frana non potranno più essere utilizzate. «Parecchie di quelle case non potranno più essere abitate e forse non avrebbero dovuto esserlo già da diversi anni», ha osservato.
Per evitare ritardi e incertezze, Governo e commissario hanno concordato un cronoprogramma dettagliato degli interventi. L’obiettivo è dare ai cittadini tempi chiari e verificabili.
«In Italia le ricostruzioni costano tanto e durano tantissimo – ha concluso il ministro –. Con un cronoprogramma i niscemesi sapranno cosa si farà entro tre mesi, cosa nei prossimi sei e cosa nel prossimo anno. È un atto di rispetto verso una comunità duramente colpita».

