Confagricoltura lancia l’allarme: “Agrumicoltori etnei in ginocchio tra siccità e cicloni”

Confagricoltura lancia l'allarme: "Agrumicoltori etnei in ginocchio tra siccità e cicloni"

CATANIA – L’agrumicoltura etnea è in ginocchio. A lanciare l’ennesimo, drammatico appello è Confagricoltura, che ha convocato una conferenza stampa per il prossimo 25 marzo a Catania per denunciare una situazione ormai al limite del collasso.

«Siamo in ginocchio – affermano gli agricoltori – e occorre un intervento forte e rapido delle Istituzioni. Vogliamo sapere se dobbiamo andare avanti da soli, se siamo stati abbandonati al nostro destino che decimerà l’intera catena della produzione agricola, agrumicola in testa, del catanese, con la perdita di migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti».

Una crisi senza precedenti tra siccità e cicloni

Il grido d’allarme arriva al termine di anni segnati da eventi climatici estremi. Prima la siccità, poi le violente perturbazioni che tra gennaio e febbraio hanno colpito duramente il territorio ionico-etneo.

«La situazione è disastrosa – spiegano da Confagricoltura – e gli effetti sono a catena: produzioni in calo, danni alle aziende agricole, ripercussioni su commercianti e lavoratori stagionali».

Secondo le stime, i danni economici superano il miliardo di euro, tra perdite dirette e mancati guadagni.

Fondi distrutti e aziende a rischio chiusura

A descrivere il dramma è anche Renato Maugeri, responsabile regionale del settore agrumicolo di Confagricoltura e presidente del Consorzio di tutela del Limone dell’Etna IGP.

«Stiamo vivendo le conseguenze di anni disastrosi dal punto di vista ambientale – evidenzia –. Il biennio 2024-2025 è stato segnato da una siccità estrema che ha ridotto qualità e quantità delle produzioni e causato la perdita di decine di ettari di coltivazioni, poi abbandonate».

La situazione è ulteriormente peggiorata tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, quando le piogge intense e i forti venti hanno devastato i terreni.

«I danni stimati vanno dal 30% al 100% – aggiunge Maugeri –. Il mio fondo a Fiumefreddo è stato completamente sommerso dall’acqua del mare e dalla sabbia: tutte le piante sono morte».

Il rischio default e il blocco del credito

Oltre ai danni strutturali, il comparto agricolo deve fare i conti con una crisi finanziaria sempre più grave.

«Gli imprenditori che hanno investito e avviato nuove aziende oggi non riescono più a sostenere le rate – continua Maugeri –. Se non si rispettano le scadenze con le banche si diventa inaffidabili e si perde definitivamente l’accesso al credito. È il cane che si morde la coda».

«Nessun aiuto concreto»: l’accusa alle istituzioni

Nel mirino degli agricoltori finisce l’assenza di risposte da parte delle istituzioni.

«Dal livello nazionale a quello regionale – denuncia Maugeri – ciò che sta accadendo è stato completamente ignorato. Il sistema è entrato in crisi e, ad oggi, non è arrivato neanche un euro del plafond di investimenti stanziati».

Una situazione che rischia di travolgere non solo le aziende agricole, ma l’intera economia del territorio etneo, fortemente legata alla produzione agrumicola.

Il 25 marzo la conferenza stampa

L’appuntamento del 25 marzo rappresenterà un momento cruciale per il settore, che chiede risposte immediate e interventi concreti.

In gioco non c’è soltanto il futuro delle imprese agricole, ma quello di un’intera filiera produttiva e di migliaia di lavoratori.

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