PALERMO – Nuovi sviluppi nel caso della morte di Angelo Onorato, l’imprenditore palermitano e marito dell’ex eurodeputata Francesca Donato, trovato senza vita il 25 maggio 2024 all’interno della sua auto.
Il giudice per le indagini preliminari di Palermo ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, evidenziando elementi che lasciano aperti interrogativi sulla dinamica dei fatti.
I dubbi del Gip
«L’assenza di segni evidenti di colluttazione macroscopica sul corpo della vittima non esclude una dinamica violenta», scrive il Gip nel provvedimento.
Una valutazione che mette in discussione la ricostruzione finora ipotizzata, riaprendo di fatto il quadro investigativo.
Il nodo delle telecamere
Secondo quanto riportato dal legale della famiglia, l’avvocato Vincenzo Lo Re, le immagini dei sistemi di videosorveglianza hanno consentito di ricostruire con precisione i movimenti dell’auto nella mattina del 25 maggio e la sua sosta nel punto in cui è stato ritrovato il corpo.
Tuttavia, il Gip sottolinea un elemento cruciale: la presenza di terzi non può essere esclusa.
Le telecamere, infatti, coprono esclusivamente gli accessi veicolari e non l’intero tratto interessato. Nessun sistema di ripresa documenta eventuali passaggi pedonali o accessi laterali.
«Non esiste alcuna telecamera che riprenda pedoni che possano entrare da aree laterali, marciapiedi, terreni adiacenti o spazi non visibili», evidenzia il giudice.
Le quattro ore senza immagini
Un altro punto centrale riguarda il lungo intervallo temporale privo di riscontri visivi.
L’auto guidata da Onorato si ferma alle 11:06:45, mentre il corpo viene scoperto alle 15:11: un arco di oltre quattro ore durante il quale nessuna telecamera riprende né il veicolo né l’area circostante.
«La ricostruzione effettuata dalla polizia giudiziaria è completa solo per ciò che è ripreso – osserva il Gip – ma non per ciò che accade nel tratto cieco».
In questo contesto, non è possibile escludere che qualcuno possa essersi avvicinato all’auto senza essere ripreso.
Indagini da approfondire
Secondo il giudice, l’ipotesi che Onorato fosse da solo nell’auto non è supportata da elementi certi, anche perché le immagini disponibili non consentono sempre di verificare se vi fossero altre persone nelle immediate vicinanze.
Il rigetto dell’archiviazione riapre dunque la necessità di ulteriori approfondimenti investigativi per chiarire con precisione le circostanze della morte.
Un caso che resta ancora avvolto da molte ombre e interrogativi.

