PALERMO – La Sicilia è la regione con la più bassa affluenza al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Nell’Isola si è recato alle urne il 46,14% degli elettori, dato più basso a livello nazionale.
Le province: Messina la più “virtuosa”
Tra le province, la percentuale più alta si registra a Messina con il 49,18%, seguita da Ragusa (47,63%) ed Enna (47,44%).
Fanalino di coda Caltanissetta con il 42,65%. Gli altri dati vedono Agrigento al 43,36%, Catania al 46,07%, Palermo al 46,38%, Siracusa al 45,20% e Trapani al 45,37%.
I capoluoghi: Catania ultima
Guardando ai capoluoghi di provincia, solo Enna (55,79%) e Ragusa (53,23%) superano il 50% di affluenza.
Seguono Caltanissetta (49,49%), Palermo (48,2%), Messina (47,88%), Agrigento (46,78%), Siracusa (46,41%) e Trapani (43,86%).
Il dato più basso si registra a Catania, dove ha votato il 42,46% degli aventi diritto.
Risultati: il No prevale ovunque
Dallo scrutinio emerge una netta vittoria del No in tutti i capoluoghi siciliani.
- Palermo: No 68,96% – Sì 31,04%
- Catania: No 63,43% – Sì 36,57%
- Messina: No 58,97% – Sì 41,03%
- Ragusa: No 63,40% – Sì 36,60%
- Enna: No 65,63% – Sì 34,37%
- Agrigento: No 60,31% – Sì 39,69%
- Caltanissetta: No 57,53% – Sì 42,47%
- Trapani: No 59,09% – Sì 40,91%
- Siracusa: No 64,91% – Sì 35,09%
Le reazioni politiche
«Siamo di fronte a un risultato schiacciante del No, ben oltre qualunque previsione» – ha dichiarato il segretario regionale del Pd Sicilia Anthony Barbagallo.
«In alcune realtà siciliane i voti per il No sono il doppio rispetto al Sì. È il frutto di una grande mobilitazione sul territorio, con oltre 100 appuntamenti in tutta l’Isola».
Barbagallo ha parlato anche di «avviso di sfratto» nei confronti del governo regionale guidato da Renato Schifani, criticando duramente l’operato del centrodestra.
Un segnale politico dall’Isola
Il voto siciliano, caratterizzato da una bassa partecipazione ma da un orientamento netto, rappresenta un segnale politico significativo nel panorama nazionale.
Un risultato che apre ora a nuove riflessioni sugli equilibri politici e sul rapporto tra cittadini e istituzioni.

