CATANIA/MESSINA – Svolta nelle indagini sull’omicidio di Giuseppe Florio, il 66enne trovato senza vita nelle campagne di Mitogio, frazione di Castiglione di Sicilia. I Carabinieri della Compagnia di Taormina e del Comando provinciale di Catania hanno eseguito due decreti di fermo nei confronti di una 50enne e del suo compagno, un pregiudicato 39enne originario di Palagonia.
Una terza persona, una donna di 53 anni originaria di Sesto San Giovanni e ospite della coppia, risulta invece indagata per soppressione di cadavere.
🧭 Il ritrovamento del corpo
Tutto ha avuto inizio la mattina del 26 aprile, quando un passante ha scoperto il corpo dell’uomo lungo una strada rurale. Il cadavere era stato avvolto in un lenzuolo e chiuso in sacchi di plastica, circostanza che ha fatto subito ipotizzare un tentativo di occultamento.
I primi accertamenti hanno portato a ritenere che il delitto fosse stato commesso altrove.
🔥 L’auto bruciata e il collegamento con Taormina
Le indagini si sono estese alla provincia di Messina, dove in località Santa Venera, a Taormina, è stata trovata una Fiat Panda completamente distrutta dalle fiamme, intestata proprio a Florio.
Un elemento chiave che ha consentito agli investigatori di ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima.
🕵️ La svolta: omicidio nell’abitazione
Gli inquirenti hanno concentrato l’attenzione su un’abitazione popolare di Trappitello, frequentata dalla vittima. Qui vivevano i due fermati.
Grazie a telecamere di sorveglianza, testimonianze e rilievi tecnico-scientifici effettuati anche dal Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina, è emerso un quadro preciso:
all’interno dell’appartamento sono state trovate numerose tracce riconducibili a una violenta aggressione.
Secondo la ricostruzione, Florio sarebbe stato ucciso proprio in quell’abitazione. Successivamente il corpo sarebbe stato trasportato e abbandonato nelle campagne di Mitogio, mentre l’auto è stata incendiata per cancellare le prove.
⚖️ Le accuse
I due fermati sono ora accusati di omicidio e soppressione di cadavere.
La terza donna resta indagata per il concorso nell’occultamento del corpo.
Le indagini proseguono per chiarire movente e dinamica completa del delitto.
