Tre catanesi — un 63enne, un 44enne e un 30enne, questi ultimi legati da vincolo di parentela (zio e nipote) — sono stati arrestati in flagranza dai Carabinieri della Stazione di Mineo con l’accusa di furto aggravato in concorso.
I tre sono stati sorpresi all’interno di un fondo agricolo privato in contrada Mezza Buccera mentre erano intenti a raccogliere arance utilizzando le tradizionali “cammisedde”, le casacche artigianali senza maniche utilizzate per accumulare rapidamente i frutti.
All’interno del veicolo in uso al gruppo, una Fiat Tempra station wagon nascosta tra i filari, i militari hanno rinvenuto circa 500 chilogrammi di agrumi, già pronti per essere trasportati e successivamente immessi sul mercato illegale. L’intero carico è stato restituito al legittimo proprietario.
A far scattare l’intervento è stata la segnalazione di un automobilista di passaggio che, insospettito da movimenti anomali del mezzo nella zona, ha seguito a distanza l’auto fino all’ingresso del fondo agricolo, perdendola poi di vista e allertando immediatamente i Carabinieri.
Giunti sul posto, i militari non hanno riscontrato segni evidenti di effrazione al cancello: i tre avevano infatti manomesso la serratura utilizzando del fil di ferro, con l’intento di non lasciare tracce visibili. Tuttavia, scegliendo un punto di osservazione strategico, i Carabinieri sono riusciti a individuare sia il veicolo sia i tre uomini, colti mentre selezionavano i frutti migliori, provocando anche danni ai rami delle piante.
Alla vista delle forze dell’ordine, i tre hanno tentato la fuga, ma sono stati bloccati dopo pochi istanti.
Dagli accertamenti è emerso che si tratta di soggetti già noti alle forze dell’ordine, con precedenti specifici, riconducibili al fenomeno dei cosiddetti “razziatori trasfertisti”: ladri che si spostano dalle aree urbane verso le campagne del comprensorio per rubare agrumi da rivendere successivamente lungo le strade cittadine.

