Un anno di “Scarpa vecchia fa buon gioco”: le suole dei 900 portalettere catanesi diventano pavimenti antitrauma per i bambini

Un anno di “Scarpa vecchia fa buon gioco”: le suole dei 900 portalettere catanesi diventano pavimenti antitrauma per i bambini

Compie un anno “Scarpa vecchia fa buon gioco”, il progetto di economia circolare promosso da Poste Italiane che trasforma le scarpe antinfortunistiche dismesse dei portalettere in mattonelle antitrauma destinate a parchi giochi e asili nido.

Nella provincia di Catania sono oltre 900 i portalettere coinvolti nella raccolta, distribuiti nei 27 centri di recapito del territorio etneo. Un contributo significativo che conferma il ruolo attivo del territorio nelle politiche di sostenibilità del gruppo.

Un nodo strategico dell’intera filiera è rappresentato dal centro di smistamento di via Enzo Ferrari, uno dei due hub presenti in Sicilia. Qui confluiscono le calzature dismesse provenienti da tutta la Sicilia orientale e centrale. Nell’ultima raccolta sono stati conferiti circa 240 chilogrammi di scarpe, già avviati verso lo stabilimento di Ancona dove avviene il processo di trasformazione.

Ad oggi, nel sito marchigiano sono state accumulate complessivamente 16 tonnellate di calzature provenienti dai centri logistici di tutta Italia.

Le prime mattonelle realizzate con questo sistema innovativo sono state installate nel parco giochi dell’asilo nido aziendale PosteBimbi di Roma, dove le suole consumate dal lavoro quotidiano dei portalettere hanno trovato una nuova funzione tra scivoli e altalene.

L’iniziativa, nata da un’idea di un gruppo di dipendenti, ha già coinvolto oltre 40.000 tra portalettere e operatori di stabilimento. I risultati in termini ambientali sono concreti: nel 2025, infatti, il progetto ha consentito di ridurre le emissioni di 51.335 chilogrammi di CO₂, equivalenti all’assorbimento garantito da 311 alberi o a oltre 169.000 chilometri percorsi da un’autovettura diesel.

Guardando al futuro, i promotori annunciano l’estensione del modello anche al riciclo di altri materiali da lavoro, come caschi e divise dismesse. Un ulteriore passo verso un sistema sempre più sostenibile, capace di coniugare tutela ambientale e responsabilità sociale.

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