Nozze Dua Lipa, Schifani e Lagalla contro il Telegraph: “La Sicilia non è un covo di mafia. Pretendiamo scuse”

Nozze Dua Lipa, Schifani e Lagalla contro il Telegraph: “La Sicilia non è un covo di mafia. Pretendiamo scuse”

PALERMO – Continua a far discutere il titolo pubblicato dal quotidiano britannico The Telegraph sul matrimonio della popstar Dua Lipa in Sicilia. Dopo la modifica del titolo da parte del giornale inglese, arrivano le dure prese di posizione del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e del sindaco di Palermo Roberto Lagalla.

Schifani: «Non basta correggere il titolo, servono delle scuse»

In un videomessaggio pubblicato sui propri canali social, Schifani ha definito la vicenda particolarmente grave.

«Definire la Sicilia un covo di mafia è un fatto gravissimo, inaccettabile, che respingiamo al mittente. Non basta il cambio del titolo, pretendiamo delle scuse nei confronti di un popolo che non solo combatte la mafia e la sta sconfiggendo, ma che ha pagato grandissimi prezzi in termini di vite umane».

Il presidente della Regione ha sottolineato come la Sicilia abbia affrontato per decenni il fenomeno mafioso attraverso il sacrificio di magistrati, forze dell’ordine, rappresentanti delle istituzioni e cittadini, diventando simbolo della lotta alla criminalità organizzata.

Lagalla: «Un danno all’immagine di Palermo e della Sicilia»

Ancora più articolato l’intervento del sindaco di Palermo, che pur riconoscendo la correzione effettuata dal quotidiano britannico, ritiene che il danno reputazionale sia ormai stato prodotto.

«La correzione apportata dal Telegraph è un atto dovuto, ma non può cancellare il danno all’immagine di Palermo e della Sicilia. Ancora una volta assistiamo al ricorso a uno stereotipo tanto abusato quanto ingiusto, che riduce una terra complessa, moderna e dinamica a una narrazione semplicistica e offensiva».

Secondo Lagalla, Palermo ha compiuto negli ultimi decenni un lungo percorso di riscatto civile e sociale, pagando un prezzo altissimo nella lotta alla mafia.

«Palermo ha pagato con il sacrificio di tanti servitori dello Stato»

Nel suo intervento il primo cittadino ha ricordato il contributo offerto da magistrati, appartenenti alle forze dell’ordine, amministratori pubblici, giornalisti e cittadini comuni.

«Da decenni la comunità palermitana lavora per affermare una cultura della legalità, dell’inclusione e dello sviluppo. Per questo appare surreale che nel 2026 si debba ancora combattere contro cliché che appartengono più all’immaginario di chi li utilizza che alla realtà».

Lagalla ha inoltre osservato come nel mondo esistano realtà nelle quali le organizzazioni criminali continuano ad avere un’influenza significativa e meno contrastata rispetto a quanto avviene oggi in Sicilia.

Dua Lipa esempio contro i pregiudizi

Il sindaco ha infine citato la scelta di Dua Lipa di celebrare in Sicilia uno dei momenti più importanti della propria vita come la migliore risposta agli stereotipi.

«Fortunatamente esistono persone che preferiscono conoscere i luoghi prima di giudicarli. Dua Lipa è una di queste. Dopo aver visitato Palermo lo scorso anno senza lasciarsi condizionare da pregiudizi, ha scelto di tornare e di celebrare qui uno dei momenti più importanti della propria vita».

Per Lagalla, la decisione della cantante rappresenta una testimonianza concreta dell’attrattività internazionale di Palermo e della Sicilia, ben lontana dalle rappresentazioni stereotipate che continuano a emergere in alcune narrazioni mediatiche.

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