Ars, peculato e auto blu: la difesa di Galvagno chiede il processo a Catania

Ars, peculato e auto blu: la difesa di Galvagno chiede il processo a Catania

Galvagno chiede il trasferimento del processo a Catania: decisione attesa il 2 luglio

PALERMO – Potrebbe spostarsi da Palermo a Catania il processo che vede imputato il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno.

Nel corso dell’udienza davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo, i difensori del parlamentare regionale hanno sollevato un’eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che il procedimento dovrebbe essere celebrato nel capoluogo etneo.

Le accuse contestate

Galvagno è imputato per corruzione, peculato, truffa e falso.

Secondo la linea difensiva, il reato più grave tra quelli contestati sarebbe il peculato legato all’utilizzo dell’auto di servizio, circostanza che avrebbe avuto luogo nel territorio di Catania e della sua provincia.

Per questo motivo gli avvocati ritengono che la competenza territoriale debba essere attribuita al Tribunale di Catania.

La tesi della difesa

A sostenere l’eccezione sono stati gli avvocati Ninni Reina, Vittorio Manes e Antonia Lo Presti.

I legali hanno richiamato due episodi di presunto peculato avvenuti nel territorio etneo, dai quali sarebbero partite le prime attività investigative.

Si tratta di vicende che, successivamente, la Procura di Palermo ha stralciato dall’inchiesta principale chiedendone l’archiviazione, poi accolta.

Secondo la difesa, tuttavia, anche se quei fatti sono stati archiviati, resterebbero determinanti ai fini dell’individuazione del giudice territorialmente competente.

Il ruolo degli episodi archiviati

Nella memoria depositata in aula, gli avvocati hanno sostenuto che proprio quei presunti episodi relativi all’utilizzo dell’auto blu rappresentano il punto di partenza dell’intera indagine.

Per questo motivo, secondo la tesi difensiva, il procedimento dovrebbe essere trasferito a Catania, indipendentemente dal successivo esito delle contestazioni specifiche.

La richiesta riguarda anche il coimputato Roberto Marino.

La Procura chiede tempo

I pubblici ministeri hanno chiesto un termine per esaminare le argomentazioni della difesa e formulare le proprie controdeduzioni.

Il collegio della terza sezione del Tribunale di Palermo, presieduto da Fabrizio La Cascia, ha quindi rinviato l’udienza al prossimo 2 luglio.

Attesa per la decisione

Nella prossima udienza la Procura esporrà la propria posizione sulla richiesta di trasferimento.

Successivamente il Tribunale potrebbe riservarsi la decisione sull’eccezione di incompetenza territoriale, determinando così se il procedimento resterà a Palermo o verrà trasferito a Catania.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza per tutti gli imputati fino a eventuale sentenza definitiva.

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