Asp Catania, investiti 77 milioni per la nuova sanità territoriale: 28 Case di Comunità e 10 Ospedali di Comunità
Presentata ad Acireale la nuova rete dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77/2022. Grazie ai fondi del PNRR nascerà un sistema capillare di Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini. Assunti anche 292 nuovi operatori tra infermieri, Oss e assistenti sociali.
Una sanità più vicina ai cittadini, capace di prevenire, intercettare i bisogni e garantire continuità assistenziale. È la nuova rete territoriale dell’Asp di Catania, presentata ieri nella Sala Convegni “Rino Nicolosi” dell’ospedale di Acireale nel corso di un incontro dedicato all’attuazione del DM 77/2022, il decreto che ridisegna l’assistenza sanitaria territoriale in Italia.
Il progetto è stato realizzato grazie a un investimento di 77 milioni di euro, finanziato dalla Missione 6 Salute del PNRR, che ha consentito di rinnovare infrastrutture, organizzazione dei servizi, processi assistenziali e formazione del personale.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle organizzazioni sindacali, della RSU, del Tavolo della Salute, del Comitato Consultivo Aziendale, i direttori dei Distretti sanitari, i referenti delle nuove strutture territoriali e i responsabili delle Unità operative coinvolte nella riforma.
Laganga Senzio: “Una nuova presa in carico del cittadino”
Ad aprire i lavori è stato il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, che ha sottolineato come il PNRR rappresenti un’occasione unica per cambiare il modello organizzativo della sanità.
«Il PNRR ci ha offerto una straordinaria opportunità di cambiamento. La vera sfida sarà trasformare un investimento infrastrutturale in una nuova modalità di presa in carico dei pazienti. Oggi consegniamo ai cittadini un sistema pensato attorno ai loro bisogni, nel quale strutture, servizi e attività dei professionisti sono progettati per assicurare cure più appropriate, accessibili e vicine alle persone», ha dichiarato.
Il direttore generale ha individuato tre pilastri fondamentali della riforma:
- prevenzione, attraverso screening e diagnosi precoce;
- proattività, per intercettare precocemente le situazioni di fragilità;
- prossimità, portando la sanità sempre più vicino ai cittadini.
Ventotto Case della Comunità nella provincia
La rete delle Case della Comunità è stata illustrata da Rosanna Intelisano, direttore dell’UOC Controllo di Gestione.
Le strutture saranno organizzate secondo un modello hub & spoke, integrando in un unico luogo:
- medici di medicina generale;
- specialisti ambulatoriali;
- infermieri;
- psicologi;
- assistenza domiciliare;
- servizi sociali.
Complessivamente sono previste 28 Case della Comunità, delle quali 27 realizzate grazie ai finanziamenti del PNRR.
Le strutture saranno distribuite nei nove Distretti sanitari della provincia, comprendendo i territori di:
- Acireale;
- Catania;
- Giarre;
- Gravina di Catania;
- Paternò;
- Bronte;
- Caltagirone;
- Palagonia;
- gli altri comuni di competenza dei rispettivi distretti.
Dieci Ospedali di Comunità
Il direttore sanitario Giovanni Francesco Di Fede ha illustrato il ruolo degli Ospedali di Comunità, definiti uno degli elementi qualificanti della riforma.
Si tratta di strutture a gestione prevalentemente infermieristica dedicate ai pazienti clinicamente stabili che non necessitano più del ricovero ospedaliero per acuti, ma che richiedono ancora assistenza sanitaria prima del rientro a domicilio.
«Il loro valore risiede nella capacità di garantire continuità delle cure e una presa in carico integrata nelle transizioni tra ospedale, territorio e domicilio», ha spiegato Di Fede.
La rete comprenderà 10 Ospedali di Comunità, di cui 8 finanziati con il PNRR, ubicati nei comuni di:
- Acireale;
- Adrano;
- Randazzo;
- Caltagirone;
- Mineo;
- Vizzini;
- Catania (San Luigi);
- Linguaglossa;
- Ramacca;
- Paternò.
Quasi 300 nuove assunzioni
Il direttore amministrativo Tamara Civello ha illustrato il piano di rafforzamento del personale necessario per rendere operativa la nuova organizzazione.
L’Asp di Catania ha già proceduto all’assunzione di:
- 222 infermieri;
- 60 operatori socio-sanitari (OSS);
- 10 assistenti sociali.
Parallelamente è stato avviato un ampio programma di formazione destinato agli operatori, con l’obiettivo di favorire il lavoro in équipe multidisciplinari e garantire una presa in carico integrata dei pazienti.
Con questo investimento da 77 milioni di euro, l’Asp di Catania punta a rendere la sanità territoriale il primo punto di riferimento per i cittadini, alleggerendo la pressione sugli ospedali e offrendo servizi più accessibili, tempestivi e vicini alle esigenze delle comunità.
