PATERNÒ – La città degli anni Ottanta, le ferite lasciate dalla mafia e il desiderio di riscatto di una comunità sospesa tra fede, superstizione e tradizioni. È lo scenario nel quale si sviluppa “La cometa del sangue. Colpi di scena sutta ’a Batè”, il romanzo di Gianfranco Romano presentato nella chiesa dell’ex Monastero, in piazza Indipendenza.
L’opera accompagna il lettore in una delle stagioni più difficili della storia recente di Paternò, quando la città veniva inserita nel cosiddetto “Triangolo della morte”, segnato da omicidi e violenze legati alla criminalità mafiosa.
La storia del maresciallo Carmelo
Al centro del romanzo c’è Carmelo, maresciallo dei Carabinieri che ha trascorso molti anni lontano dalla Sicilia, prestando servizio in diverse località italiane senza mai dimenticare le proprie origini.
«Uomo integro e fedele ai valori di Dio, Patria e Famiglia, vive la giustizia come una missione, in una realtà dove il coraggio spesso ha un prezzo altissimo».
Suo figlio Francesco, affascinato dalla divisa del padre e dal senso dell’onore che essa rappresenta, ritrova Angela, un’ex compagna delle scuole medie. L’incontro riporta alla luce sentimenti ed emozioni rimasti a lungo nascosti.
Tra fede, superstizione e desiderio di riscatto
Attraverso il rapporto tra Francesco e Angela riaffiorano storie, consuetudini e contraddizioni di una terra nella quale il sacro e il profano convivono e spesso si confondono.
Segreti, memoria e improvvisi colpi di scena accompagnano il lettore lungo un racconto che intreccia le vicende personali dei protagonisti con il contesto sociale della Paternò degli anni Ottanta, fino a un finale costruito per sorprendere.
Il titolo richiama anche l’identità popolare della città attraverso l’espressione dialettale “sutta ’a Batè”, rafforzando il legame tra la narrazione e i luoghi nei quali è ambientata.
Il confronto con l’autore
La presentazione è stata moderata dal giornalista Anthony Distefano. A dialogare con l’autore Gianfranco Romano sono stati i giornalisti Agnese Virgillito e Alfio Cartalemi, la consulente alla Cultura del Comune di Paternò Grazia Scavo e il docente Antonio Arena.
L’incontro ha offerto l’occasione per approfondire i temi storici, sociali e culturali affrontati nel romanzo, restituendo uno spaccato di una città ferita dalla violenza mafiosa ma capace di custodire memoria, valori e speranza.
