Catania, sommossa nel carcere di Piazza Lanza: 5 agenti feriti, il Sappe: “Situazione esplosiva, politica inerte”

Catania, sommossa nel carcere di Piazza Lanza: 5 agenti feriti, il Sappe: "Situazione esplosiva, politica inerte"

CATANIA – Una violenta sommossa è scoppiata all’interno della casa circondariale di Piazza Lanza, mettendo a dura prova il dispositivo di sicurezza dell’istituto e il personale della Polizia Penitenziaria. Almeno cinque agenti sono stati trasportati in ospedale, mentre altri operatori avrebbero riportato ferite e contusioni durante le operazioni necessarie per ripristinare l’ordine.

A denunciare la gravità dell’accaduto sono il Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria e Antigone Sicilia, che tornano a richiamare l’attenzione sulle condizioni delle carceri e sulle criticità del penitenziario catanese.

Detenuti contro i cancelli interni

Secondo le prime ricostruzioni diffuse dalle organizzazioni intervenute sull’episodio, la protesta avrebbe coinvolto detenuti appartenenti a più reparti.

Alcuni di loro avrebbero tentato di abbattere i cancelli interni, spingendosi fino alle ultime barriere di sicurezza. Una situazione definita «violentissima» dai sindacati e che avrebbe fatto temere il superamento del sistema di contenimento.

Gli agenti della Polizia Penitenziaria sono intervenuti per bloccare l’avanzata e ristabilire l’ordine. Durante le fasi più concitate, diversi operatori sono rimasti feriti.

Almeno cinque poliziotti penitenziari sono stati accompagnati in ospedale per ricevere le cure necessarie. Altri colleghi avrebbero riportato contusioni e lesioni, ma il bilancio definitivo è ancora in fase di accertamento.

Forze dell’ordine schierate all’esterno

All’esterno del carcere sono confluite numerose pattuglie delle forze dell’ordine, impiegate per presidiare l’area e garantire la sicurezza intorno alla struttura penitenziaria.

L’intervento del personale in servizio ha consentito di contenere la sommossa e impedire conseguenze ancora più gravi. Restano da chiarire le cause che hanno innescato la protesta, il numero dei detenuti coinvolti e gli eventuali danni riportati dai reparti.

Il Sappe: “Criticità denunciate da mesi”

Durissima la reazione del segretario generale del Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria, Donato Capece, secondo il quale l’accaduto non può essere considerato un evento isolato o imprevedibile.

«Quanto sta accadendo a Catania non è un episodio imprevedibile, ma la drammatica conseguenza di criticità che denunciamo da mesi, nell’indifferenza pressoché generale».

Capece ha puntato il dito contro i ritardi negli interventi e contro le condizioni nelle quali si trovano a operare gli agenti.

«Ancora una volta a pagare il prezzo dell’inerzia amministrativa e della mancanza di decisioni sono i poliziotti penitenziari, lasciati soli ad affrontare situazioni sempre più esplosive, mentre chi dovrebbe intervenire tempestivamente continua a rifugiarsi dietro procedure, tavoli tecnici e burocrazia».

Antigone Sicilia: “Superata la soglia di guardia”

Sulla sommossa è intervenuto anche il presidente di Antigone Sicilia, Giorgio Bisagna, denunciando il progressivo deterioramento delle condizioni all’interno degli istituti penitenziari.

«Ci siamo stancati di fare le Cassandre. Il livello di disinteresse e di disumanità relativo alla condizione delle carceri ha, da tempo, superato la soglia di guardia».

Bisagna attribuisce precise responsabilità alle scelte politiche adottate nella gestione del sistema carcerario.

«A questo punto sono chiare le scelte e le responsabilità di una politica che ha deciso di abbandonare al suo destino il mondo penitenziario».

Nuovo allarme sul carcere catanese

L’episodio riporta al centro dell’attenzione la situazione della casa circondariale di Piazza Lanza, già interessata da aggressioni ai danni del personale e da ripetuti allarmi sindacali.

Le organizzazioni chiedono interventi immediati per garantire la sicurezza degli agenti e dei detenuti, potenziare gli organici e affrontare le criticità strutturali e organizzative dell’istituto.

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