Carburanti, nuovo record: benzina e gasolio oltre i 2 euro. Consumatori contro il governo

Carburanti, nuovo record: benzina e gasolio oltre i 2 euro. Consumatori contro il governo

Nuova impennata dei prezzi dei carburanti in Italia. Il gasolio supera i 2,10 euro al litro sulla rete ordinaria, mentre la benzina sfiora quota 1,95 euro. Valori superiori a quelli registrati il 18 marzo, quando il Governo intervenne per la prima volta riducendo temporaneamente le accise.

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale in modalità self service è pari a 1,942 euro al litro per la benzina e a 2,107 euro per il gasolio.

Ancora più elevati i listini lungo la rete autostradale, dove la verde raggiunge una media di 2,032 euro al litro e il diesel arriva a 2,181 euro.

Gli aumenti dopo la fine dello sconto sulle accise

I rincari hanno subito una forte accelerazione dopo il 3 luglio, quando è terminata l’ultima proroga dello sconto fiscale disposto per fronteggiare l’aumento delle quotazioni energetiche legato alla crisi internazionale.

Rispetto ai prezzi medi registrati all’inizio di luglio, il gasolio è aumentato di 22,5 centesimi al litro sulla rete ordinaria e di 21,3 centesimi in autostrada. Per un rifornimento da 50 litri, l’aggravio supera quindi gli 11 euro. Il maggiore costo di un pieno di benzina si avvicina invece ai 7 euro.

Il primo provvedimento governativo, varato il 18 marzo, aveva ridotto l’accisa di 20 centesimi al litro, con un effetto complessivo sul prezzo finale pari a 24,4 centesimi considerando anche l’Iva. Lo sconto era stato successivamente prorogato e progressivamente ridimensionato, fino alla cessazione definitiva.

I consumatori chiedono un nuovo intervento

L’Unione nazionale consumatori torna a sollecitare una riduzione delle accise, sottolineando che tutti i prezzi attuali, sia sulla rete ordinaria sia in autostrada, risultano superiori a quelli precedenti al primo decreto.

«Cosa aspetta il Governo a intervenire?», chiede il presidente dell’associazione Massimiliano Dona, evidenziando anche il rischio che l’aumento dei carburanti possa alimentare nuovamente l’inflazione e tradursi in ulteriori rincari per beni e servizi.

Un intervento fiscale avrebbe tuttavia un costo rilevante per le casse pubbliche. Le precedenti misure erano state finanziate anche attraverso il maggiore gettito Iva prodotto dall’aumento dei prezzi energetici.

I dubbi delle imprese dell’autotrasporto

La prospettiva di un nuovo taglio generalizzato delle accise non trova però unanime consenso. Le associazioni dell’autotrasporto ricordano che molte imprese recuperano parte dell’imposta pagata sul gasolio attraverso specifici rimborsi.

Una riduzione applicata direttamente alla pompa può quindi diminuire il credito fiscale maturato dalle aziende, incidendo sulla loro liquidità. Per questo il settore chiede misure mirate, capaci di alleggerire i costi senza compromettere i meccanismi di rimborso destinati agli operatori professionali.

La nuova app Osservaprezzi e le polemiche

Nel frattempo il Mimit ha lanciato la nuova applicazione “Osservaprezzi Carburanti”, disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android. Lo strumento permette di individuare gli impianti più vicini e consultare i prezzi comunicati dai distributori, confrontandoli con la media regionale.

Il debutto è stato però accompagnato dalle critiche delle associazioni dei consumatori. Il Codacons ha presentato una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, chiedendo il blocco temporaneo dell’applicazione fino alla risoluzione delle criticità riscontrate.

Secondo l’associazione, alcuni dati non sarebbero aggiornati e il sistema non consentirebbe un confronto sufficientemente immediato tra i prezzi praticati dai diversi distributori. Il Ministero ha invitato gli utenti a segnalare problemi e osservazioni durante questa prima fase, con l’obiettivo di migliorare progressivamente il servizio.

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