“Morte di un giudice”: Nicola Costa in scena a S. Agata Li Battiati per ricordare Rocco Chinnici

"Morte di un giudice": Nicola Costa in scena a S. Agata Li Battiati per ricordare Rocco Chinnici

SANT’AGATA LI BATTIATI – La memoria di Rocco Chinnici, magistrato simbolo della lotta alla mafia e ideatore del Pool Antimafia, rivive a teatro nello spettacolo “Morte di un giudice – Omaggio a Rocco Chinnici”, che debutterà domenica 18 gennaio alle ore 19 al Teatro Gilberto Idonea, all’interno del Polo Culturale di Sant’Agata Li Battiati.

La rappresentazione sarà ad ingresso gratuito, per espressa volontà del sindaco Rubino. Non è richiesta prenotazione, anche se l’organizzazione raccomanda al pubblico di arrivare in teatro almeno mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Ucciso dalla mafia il 29 luglio 1983 a Palermo con un’autobomba collocata davanti alla sua abitazione di via Federico Pipitone, Chinnici rappresenta ancora oggi una delle figure più alte e coraggiose della magistratura italiana. A lui si deve l’intuizione rivoluzionaria del lavoro collegiale che avrebbe portato alla nascita del Pool Antimafia, poi divenuto il perno della stagione dei grandi processi contro Cosa Nostra.

Il testo, firmato da Giovanni Coppola, propone un racconto teatrale intenso e profondo, capace di intrecciare la dimensione privata e quella pubblica del magistrato, mettendo in luce il clima di feroce contrapposizione tra lo Stato e la criminalità organizzata, ma anche la solitudine e il peso umano di chi scelse di non arretrare.

A portare in scena questa memoria civile è Nicola Costa, attore, drammaturgo e regista catanese tra i più impegnati nel teatro contemporaneo di denuncia, che firma anche la regia dello spettacolo. Costa dà voce a Chinnici attraverso una narrazione teatrale densa di tensione e poesia, restituendo al pubblico non solo il magistrato, ma l’uomo, la sua visione e il prezzo altissimo pagato per la legalità.

Nell’attentato del 1983 persero la vita, oltre a Chinnici, due agenti della scorta e il portiere dello stabile, vittime innocenti di una violenza mafiosa che voleva colpire lo Stato nel cuore.

La scena è arricchita dai quadri dell’artista Nunzio Papotto, dall’assistenza di Tiziana D’Agosta e da un accurato disegno luci curato da Marco Napoli, in un lavoro di squadra che rafforza il linguaggio drammatico e simbolico dell’allestimento.

Prodotto da Statale 114 di Silvio Parito, Morte di un giudice si configura come un potente esempio di teatro civile e testimonianza storica, capace di trasformare il palcoscenico in uno spazio di memoria attiva e di riflessione collettiva, nel segno di chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia.

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