ROMA – Dal caso Cospito allo sparo di Capodanno a Rosazza, fino alla vicenda della società con la figlia di un condannato per mafia. Il percorso politico dell’ormai ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove è stato segnato da polemiche, inchieste e tensioni istituzionali.
Classe 1976, avvocato penalista, Delmastro è considerato un fedelissimo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, della quale è stato anche legale in alcune cause per diffamazione prima dell’ingresso nel governo.
⚖️ Il caso Cospito e la condanna
Già nei primi mesi del 2023, poco dopo la nomina a Via Arenula, emerge il primo caso giudiziario: quello legato all’anarchico Alfredo Cospito.
L’inchiesta, nata da un esposto del deputato Angelo Bonelli (Avs), ha portato Delmastro a essere indagato e successivamente condannato in primo grado a otto mesi per rivelazione del segreto d’ufficio.
Al centro della vicenda, le dichiarazioni in Aula del deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che aveva citato conversazioni tra Cospito e altri detenuti al 41 bis. Conversazioni che sarebbero state fornite proprio da Delmastro, all’epoca suo coinquilino.
🔫 Lo sparo di Capodanno e le polemiche
Il 31 dicembre 2023 un altro episodio scuote l’opinione pubblica: durante una festa di Capodanno a Rosazza, nel Biellese, un colpo partito da un mini revolver dell’ex deputato Emanuele Pozzolo ferisce una persona.
Delmastro, presente alla serata, si difende sostenendo di essere uscito al momento dello sparo. Tuttavia, le polemiche politiche si abbattono anche su di lui, con le opposizioni che chiedono le dimissioni.
Nonostante le pressioni, il sottosegretario mantiene la delega alle carceri, anche dopo le polemiche per alcune sue dichiarazioni, tra cui quella sull’«intima gioia» nel vedere detenuti mafiosi «che non respirano» nelle camionette.
🍽️ La vicenda della società e i legami controversi
Durante la campagna referendaria emerge un nuovo caso: Delmastro avrebbe avuto rapporti societari con Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per reati aggravati da mafia e legato al clan Senese.
Il sottosegretario si difende: «Sono uscito dalla società appena scoperto chi fosse». Tuttavia, la pubblicazione di foto che lo ritraggono insieme a Caroccia alimenta ulteriori polemiche.
📉 Il referendum e le dimissioni
A segnare definitivamente la fine dell’esperienza a Via Arenula è l’esito del referendum sulla giustizia, che ha bocciato la riforma sostenuta dal governo e dal ministro Carlo Nordio.
Delmastro ha quindi rassegnato le dimissioni, affidando a una nota il suo commento: «Ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio».
Si chiude così un mandato segnato da controversie, che ha accompagnato fin dall’inizio il percorso istituzionale dell’avvocato vicino alla premier.
