Maregalità: la barca confiscata agli scafisti diventa aula di memoria. A Catania, nel nome di Falcone

Maregalità: la barca confiscata agli scafisti diventa aula di memoria. A Catania, nel nome di Falcone

Catania celebra Falcone con “Maregalità”: la nave confiscata alle mafie diventa laboratorio di legalità

Un viaggio simbolico nel Mediterraneo per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta nel giorno della strage di Capaci.

Archeoclub d’Italia e Marenostrum celebrano il 23 maggio con la terza edizione di “Maregalità – storie di viaggi, eroi e legalità”, iniziativa dedicata alla memoria e alla diffusione della cultura della legalità.

La manifestazione attraverserà il Mediterraneo dal 18 al 29 maggio, seguendo idealmente le antiche rotte greche da Napoli fino alla Sicilia orientale.

La nave della legalità

Protagonista dell’iniziativa sarà una barca a vela sequestrata alle mafie degli scafisti e oggi trasformata in presidio sociale, educativo e culturale.

Il viaggio toccherà Giardini Naxos, Catania, Augusta, Riposto e Reggio Calabria.

La nave ospiterà incontri, letture, mostre e attività dedicate ai giovani, alle scuole e alle comunità locali.

Il 23 maggio a Catania

Il 23 maggio la barca farà tappa nel porto di Catania, al Molo di Levante, grazie all’ospitalità del Circolo Nautico NIC e alla collaborazione della Guardia Costiera etnea.

Durante la giornata si terranno incontri con magistrati, scrittori, docenti e rappresentanti istituzionali.

Prevista la partecipazione del magistrato e scrittore Sebastiano Ardita, della docente e scrittrice Dora Marchese, di Simone Di Stefano del Nict Nact e dell’assessore comunale Viviana Lombardo.

Saranno presenti anche studenti e docenti dell’ISIS Duca degli Abruzzi – Politecnico del Mare di Catania.

La memoria come educazione

A fare gli onori di casa saranno il presidente nazionale dell’Archeoclub d’Italia Rosario Santanastasio, il coordinatore regionale siciliano Pippo Cosentino, Francesco Finocchiaro della direzione nazionale e la presidente della sede catanese Giusi Liuzzo.

Gli studenti potranno visitare la nave in piccoli gruppi e ascoltare il racconto della sua trasformazione: da imbarcazione utilizzata per il traffico di migranti clandestini a strumento di inclusione sociale e supporto ai minori in difficoltà.

La narrazione sarà curata da Francesca Esposito, responsabile del progetto sociale di Marenostrum.

Un viaggio tra memoria e futuro

L’iniziativa punta a trasformare il mare in un luogo di incontro, memoria e consapevolezza civile.

Un messaggio forte rivolto soprattutto alle nuove generazioni, nel segno della legalità e della lotta contro ogni forma di criminalità organizzata.

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