Adrano, al 3° Circolo didattico manca l’assistente ai disabili: genitori diffidano il Comune

A un mese dall’inizio della scuola, ad Adrano l’assistenza ‘all’autonomia e comunicazione” ai minori disabili non è ancora stata avviata. L’Asacom è la figura di supporto – diversa dall’insegnante di sostegno – che opera nella scuola al fine di favorire la comunicazione, l’apprendimento e l’integrazione del bambino disabile.
A sollevare il problema sono i genitori di un alunno disabile del 3° Circolo didattico “San Nicolò Politi” che quest’anno devono anche sopperire all’assenza dell’assistente igienico-sanitario, un tempo garantito dal Comune di Adrano attraverso la stipula di convenzioni con le cooperative. Le casse vuote dell’ente e, soprattutto, il fatto che non spetta al Comune garantire il servizio ma è compito degli istituti scolastici, ha indotto gli amministratori adraniti ad allargare le braccia di fronte alle richieste dei genitori.
Per quanto di loro competenza, invece, la lentezza burocratica relativa alla ripartizione dei fondi nei 3 Comuni del distretto – Adrano, Biancavilla e S. M. di Licodia – ha portato a un nulla di fatto che ha indispettito i genitori. Ancora nessuna traccia dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione. In questi giorni i genitori di un bimbo disabile, ‘portatore di handicap in situazione di gravità’, hanno inviato tramite il proprio legale una lettera di diffida al sindaco di Adrano affinché avvii “entro il termine di 7 giorni il servizio”. Nella lettera di sollecitazione, all’amministrazione viene ricordato che il mancato o ritardato avvio del servizio di autonomia all’assistenza e comunicazione “…nuoce gravemente alle condizioni del minore e pregiudica il normale svolgimento delle attività scolastiche”.
Al 3° Circolo didattico di Adrano – con 760 alunni, 24 classi di ‘primaria’ e 13 di ‘materna’ – il nuovo dirigente Francesca Liotta, fin dal suo insediamento, ha affrontato le emergenze legate soprattutto all’assistenza ai disabili. Ai genitori di alunni disabili ha fatto firmare un’autorizzazione per consentire ai collaboratori scolastici di operare quando è necessario. Il più ‘laborioso’ tra gli interventi – a quanto pare – è il cambio di pannolino dei bambini. Delle 12 unità in servizio alla “San Nicolò Politi”, solo 2 sono le donne; il resto è formato da uomini.
“Il 20 settembre scorso – spiega la dirigente scolastica – ho fatto una riunione allargata con i genitori e con tutto il nostro personale. Quest’ultimo, devo sottolineare, si è sempre dimostrato disponibile. Solo per due bambini disabili, l’autorizzazione non è stata firmata. Ciò vuol dire che tutte le volte che è necessario, è la scuola che avvisa i genitori. Nel nostro caso sono due le mamme che si occupano, all’occorrenza, dei loro bambini”.
I tempi grami e l’esiguità di finanziamenti destinati alla scuola, in questi anni si sono tradotti in soluzioni alternative efficienti quanto creative: la mensa dei bambini, per esempio, viene pagata dai genitori. Ogni piccolo alunno, inoltre, porta da casa carta igienica e sapone (come avviene per le lenzuola in molti ospedali). E poi la chiamano “scuola dell’obbligo”.

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