PATERNO’ – Un ulivo, simbolo di pace e speranza, è stato piantato lo scorso 10 aprile nel cortile dell’Istituto Comprensivo “Lombardo-Radice-Virgilio” di Paternò, in memoria dell’imprenditore Renato Caponnetto, a 11 anni dalla sua uccisione.
L’iniziativa, promossa dalle referenti alla legalità dell’Istituto – la professoressa Lina Gandolfo e le insegnanti Lucia Murabito e Maria Concetta Piazza – ha rappresentato un momento formativo di grande valore per gli studenti, sottolineando l’importanza della memoria come strumento per costruire una cittadinanza attiva, consapevole e rispettosa delle regole.
L’evento si inserisce nel progetto “Un albero al valore”, promosso dal Liceo classico “Garibaldi” di Palermo con il patrocinio dell’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale. Un’occasione per i giovani paternesi di conoscere più a fondo la figura di Renato Caponnetto, barbaramente assassinato nelle campagne di Belpasso l’8 aprile 2015.
La giornata ha preso spunto dall’articolo 1 della Costituzione italiana, “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, sviluppandosi in due momenti distinti ma complementari.
La prima parte si è svolta presso la Biblioteca comunale di Paternò, dove gli studenti hanno partecipato a una lezione interattiva sul mondo dell’animazione. La regista e produttrice televisiva per Rai Kids Rosalba Vitellaro e la sceneggiatrice e scrittrice Alessandra Viola hanno dialogato con i ragazzi affrontando, attraverso il linguaggio del cartone animato, temi complessi come il contrasto alla mafia, il rispetto delle regole e il senso del dovere. Tra i lavori citati, “La stella di Andra e Tati” e “Storia di Sergio”.
Il momento centrale della giornata si è svolto alle ore 12 nel plesso di via degli Studi, alla presenza del dirigente scolastico Luciano Maria Sambataro. Presenti i familiari di Renato Caponnetto: la vedova Rosanna Asero, il figlio Vincenzo, le sorelle Graziella e Maddalena Caponnetto e il nipote Andrea Costanzo, alunno dell’istituto.
Numerose le autorità civili, militari e associative intervenute, tra cui il presidente dell’associazione antiracket Rosario Cunsolo, esponenti della Croce Rossa Italiana, del Kiwanis, dell’ANFI e dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Nel corso della cerimonia, Graziella Caponnetto ha letto una toccante lettera, ripercorrendo i momenti drammatici legati alla scomparsa del fratello.
Particolarmente significativi anche gli interventi dei rappresentanti delle forze dell’ordine. Il luogotenente dei Carabinieri Roberto Caccamo ha ricordato l’avvio delle indagini che portarono alla verità, mentre il tenente della Guardia di Finanza Sergio Bertolino e il capitano della Polizia Municipale Giuseppe Rizzo hanno ribadito l’importanza del rispetto delle regole e del senso civico.
Prima della piantumazione dell’ulivo, preceduta dalla benedizione e accompagnata dall’Inno Nazionale, il dirigente Sambataro ha rivolto un appello al Comune affinché venga intitolata una strada alla memoria dell’imprenditore ucciso.
Da oggi quell’albero rappresenterà un simbolo vivo di memoria e impegno civile, destinato a crescere insieme alle coscienze delle nuove generazioni.
