Commissione Antimafia in Prefettura a Catania: “Recrudescenza mafiosa e traffico di droga in crescita. Serve più contrasto”

Commissione Antimafia in Prefettura a Catania: "Recrudescenza mafiosa e traffico di droga in crescita. Serve più contrasto"

La Commissione regionale Antimafia incontra Prefetto, Procura e forze dell’ordine. Cracolici: “C’è un’escalation della violenza. Nei primi sei mesi dell’anno sequestrati dalla Polizia 160 chili di cocaina”

CATANIA – La crescente violenza criminale, il traffico di droga, la diffusione delle armi e il controllo delle organizzazioni mafiose sul territorio sono stati al centro dell’incontro che la Commissione regionale Antimafia ha tenuto in Prefettura a Catania con il prefetto Pietro Signoriello, il procuratore della Repubblica Francesco Curcio e i vertici provinciali delle forze dell’ordine, tra cui il questore Giuseppe Bellassai.

Al termine della riunione, il presidente della Commissione, Antonello Cracolici, ha tracciato un quadro particolarmente preoccupante della situazione nel capoluogo etneo.

“Siamo stati a Catania. Qui si spara in mezzo alla folla, il rischio di una recrudescenza della violenza è evidente e assistiamo, qui come in altre città, a un’escalation da parte di chi aspira a entrare a far parte delle famiglie mafiose.”

Catania centro del traffico di droga della Sicilia orientale

Secondo quanto riferito da Cracolici, Catania continua a rappresentare uno dei principali poli del narcotraffico in Italia meridionale.

“Quel che è certo – ha spiegato – è che Catania resta una delle principali città con il più grande traffico di droga. Solo qui esistono 42 piazze di spaccio.”

Un dato che emerge anche dall’attività investigativa delle forze dell’ordine.

“La Polizia ci ha riferito che soltanto nei primi sei mesi di quest’anno sono stati sequestrati 160 chilogrammi di cocaina, lo stesso quantitativo sequestrato durante l’intero anno scorso. Anche Guardia di Finanza e Carabinieri registrano un analogo incremento dell’attività di contrasto.”

Per il presidente della Commissione il dato conferma come il capoluogo etneo rappresenti il principale snodo della distribuzione degli stupefacenti.

“Catania è il centro di smistamento della droga per tutta la Sicilia orientale e il controllo resta saldamente nelle mani delle famiglie mafiose, con una continuità criminale che si tramanda di generazione in generazione.”

Il nodo delle armi e delle carceri

Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema della disponibilità di armi sul territorio e quello della sicurezza negli istituti penitenziari.

Cracolici ha definito la situazione delle carceri “insostenibile”.

“Le carceri sono una groviera. È inaccettabile che da lì si possa continuare a esercitare il comando verso l’esterno. Il telefonino è diventato quasi obbligatorio, un po’ come la forchetta e il coltello per mangiare.”

Una riflessione che richiama la necessità di rafforzare i controlli all’interno degli istituti penitenziari per impedire che boss e detenuti continuino a impartire ordini alle organizzazioni criminali.

Più prevenzione e repressione

Il presidente della Commissione ha comunque sottolineato come il lavoro investigativo delle forze dell’ordine stia producendo risultati importanti.

“Rassicura sapere che grazie alle intercettazioni e ai sistemi di videosorveglianza gli investigatori hanno piena contezza di ciò che si muove sul territorio.”

Tuttavia, secondo Cracolici, occorre rafforzare ulteriormente il contrasto alla criminalità.

“Bisogna alzare il livello dell’azione sia sul fronte preventivo sia su quello repressivo.”

Infine, il presidente della Commissione regionale Antimafia ha ribadito l’impegno dell’organismo nel sostenere le istituzioni locali.

“La Commissione è impegnata nel fare fronte comune per aiutare la scuola e i Comuni a costruire un argine contro il degrado sociale. Ma questo percorso deve procedere insieme a una forte azione repressiva contro la criminalità organizzata.”

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